lunedì 14 marzo 2016

Dalla colazione all'aperitivo arriva Manicò bistrot in via Orefici

al Manicò è proposto uno stile piuttosto nuovo per la media dei ristoranti bolognesi. Meno appeal da mercatino e più mano dell'architetto

Certo che non posso dare inizio alla nuova settimana e a un nuovo post senza spendere due pensieri su quello che è successo sabato scorso proprio a due passi da casa mia, nel quartiere Bolognina, appena dietro alla stazione di questa piccola città. Ero giusto in procinto di uscire per comprare qualche ortensia per il giardino, quando ho saputo che in via Fioravanti stavano cancellando l'arte più bella della piccola Bologna: proprio il suo papà, il "signor Blu", come lo ha chiamato un vigile, anche lui colpito e affondato, ci stava dando di rullo e vernice grigia (ma secondo me non di spatola per grattare l'intonaco, troppa sofferenza uccidere i propri figli con questa violenza) con i ragazzi del centro sociale, su quell'opera che giusto qualche anno prima aveva dipinto per salvare i muri dell'XM24 dalla demolizione e che ora faceva sparire (insieme a quella fatta con Ericailcane e a tante altre) per protestare contro la mostra sulla street art che venerdì s'inaugura in città, anche con opere sue strappate senza avere il suo consenso. E in effetti, se ci andate ora, oltre a una scritta fatta ieri, troverete quel che è stato lasciato, un "bucanino" che urla un significato enorme: una finestrella che nell'allegoria del Signore degli anelli rappresentava il centro sociale Atlantide. La città si è spaccata per dire la sua, io sono triste, ma credo che un gesto così sia stato potentissimo e so che porterà tante cose interessanti sotto il cielo un po' più grigio di Bologna. Che come al solito non era stata capace di ascoltare, pensare, partecipare e dialogare. Aspettando primavera in Bolognina, pedalo veloce verso la prossima avventura e mi perdo nelle vie del centro, dove pare sia finalmente arrivato un altro piccolo locale utile.




le mezze maniche alla monzese con salsiccia e zafferano: uno dei piatti contenuti nel menu da una paginetta


L'appuntamento è con Bea, un'occasione speciale. Quindi ci vuole una novità, un menu mediamente divertente, ambiente intrigante. Che poi non si sa mai come si mangerà in un posto dove non sei mai stata e del quale non hai sentito parlare. Quindi dai una sbirciatina dentro, ti fai un'idea del design, vedi come si muovono i camerieri, leggi la lista sulla finestra esterna, incroci tutti i dati e vai. E trovi pure un posticino ideale, vicino all'ingresso, con molta luce, perché al piano di sopra (qui la progettazione è attenta a tutti i dettagli, che sono un bel mix di memoria e tecnologia) c'è un plasma che spara video musicale che non ti piace molto e del resto nemmeno capisci perché l'abbiano messo in un locale dai toni così pacati. Però la scala che porta di sopra è proprio bella, color rame, fa pendant col bancone e tira fuori quell'estetica post industriale che sposata ai piatti dal sapore di raku, bellissime ceramiche dai colori innamorati di sudestasiatico, è un tonico per la vista, dopo anni di shabberie che nascondono poca voglia di ricerca. Poi arriva il menu, pochi piatti ma - ci pare a me e Bea- titoli bellini (!!!). 


tortino, crema di zucca e caffè (con biscottino sotto campanina di vetro, offerto dal locale)

E quindi la disamina è subito- per me- su cosa ci sia di vegetariano: bene la crema di zucca con cipolle brasate e riduzione di liquirizia e poi sformato di parmigiano con salsa di mele e curry. Di sfoglia e primi non ne ho voglia, anche se so che i passatelli, qui, sono buoni. Il responso da parte di Bea e delle sue mezze maniche è positiva, la mia, sulla crema, non tanto. Buona sì, ma per circa 7/8 euro la quantità è minuscola!! E poi il cestino del pane, ormai dettaglio fondamentale di un bistrot, poca croccantezza in quelle fettine. Punto a favore: il servizio, davvero gentile. E prossima puntata, la colazione. E' bello che ci sia un locale così completo in una via dove bisogna stare attenti come su un campo minato, per non cadere in trappola.


Manicò Bistrot
via Orefici 4/b
dalle 7 alle 22,30

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